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Sede: Via Aldo Moro, 5 - 51010 UZZANO
Telef.: 0572 - 444555
Anno di fondazione: 1981
Numero soci: 210
Mail: uzzano.comunale@avis.it
Sito Web: www.avisuzzano.it
Presidente: Giancarlo Vezzani
Vice Presidente: Emanuele Di Vita
Segretario: Enrico Bonelli
Cassiere: Riccardo Bellandi
Consigliere: Sonia Capecchi
Consigliere: Giuseppe Laratta
Consigliere: Fabio Fabiani
Consigliere Provinciale: Loris Bini
Collegamento con il C.T: Sergio Macchini
La sede è di proprietà dell’Avis di Pescia con usufrutto a favore dell’AVIS di Uzzano e Pubblica Assistenza di Uzzano.
Essa fu donata dai signori ALADINO e LUISA GALLIGANI di Uzzano.

• L'AVIS è una Associazione privata che persegue scopi e finalità di pubblico interesse.
• AVIS vuol dire: Associazione Volontari Italiani del Sangue; è quindi una Associazione a carattere nazionale diffusa in tutta Italia.
• AVIS "nasce" negli anni '20 dall'idea di un medico, il Dott. Vittorio Formentano che, con un primo gruppo di volontari, dà inizio a quella che diventerà poi la più numerosa Associazione di donatori di sangue sia in Italia che nel mondo. • Al 31/12/1999 i soci AVIS iscritti sono 910.228 di cui 868.060 sono donatori con 1.491.819 donazioni.
• L'AVIS si costituisce con atto pubblico nel 1946 ed ottiene il riconoscimento giuridico con la legge n. 49 del 20 Febbraio 1950.
• La sede legale dell'Associazione è a Milano e attualmente gli uffici della Sede Nazionale sono collocati in via Livigno, 3.
• L'AVIS ha un proprio Statuto ed un Regolamento di attuazione cui sono vincolati tutti gli aderenti.
• Tale Statuto è conforme alle disposizioni di legge sia in materia trasfusionale (legge 107 del 4 Maggio 1990) che in materia di volontariato (legge 266 del 11 agosto 1991). Inoltre con l'entrata in vigore del D.Lgs. 4/12/1997 n. 460 l'AVIS é diventata anche una ONLUS (Organizzazione non Lucrativa e di Utilità Sociale)
• All'AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente e anonimamente il proprio sangue e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano però gratuitamente a tutte le attività di promozione, proselitismo e organizzazione.
• L'AVIS è una Associazione di volontari: volontari sono i donatori e volontari sono i suoi dirigenti.
• L'AVIS è quindi una Associazione che fonda la sua attività principalmente sui principi della democrazia, della libera partecipazione sociale e sul volontariato quale elemento centrale e strumento insostituibile di solidarietà umana.
• L'AVIS è presente su tutto il territorio nazionale con una struttura ben articolata, suddivisa in 2.796 sedi Comunali, 91 sedi Provinciali, 21 sedi Regionali e l'AVIS Nazionale, il cui organo principale è il Consiglio Nazionale. Sono inoltre attivi 530 Gruppi Avis, organizzati sopratutto nelle aziende, sia pubbliche che private, come ulteriore testimonianza della presenza associativa nel tessuto sociale.
• È una Associazione che non ammette alcuna discriminazione ed esclude qualsiasi fine di lucro.
• L'AVIS infine partecipa, in regime di convenzione, con il Servizio Sanitario Nazionale alla raccolta del sangue con proprie strutture e personale.
Pensare alla vita:
Il sangue umano è un "prodotto" naturale, spontaneo, non riproducibile artificialmente, indispensabile alla vita.
E' anche una fonte di energia rinnovabile ed è quindi possibile privarsi di una parte di esso senza avere danni, perché l'organismo lo reintegra prontamente.
Donare sangue volontariamente e con consapevolezza rappresenta un gesto importante: vuol dire infatti rendere concreta la propria disponibilità verso gli altri ed anche verso se stessi, poiché così facendo si alimenta un "patrimonio" collettivo di cui ciascuno può usufruire al momento del bisogno.
Oggi mi sento bene:
Donare sangue periodicamente garantisce al donatore un controllo costante del proprio stato di salute, attraverso le visite sanitarie e gli accurati esami di laboratorio. Il donatore ha così la possibilità di conoscere il proprio organismo e di vivere con maggiore tranquillità, sapendo che una buona diagnosi precoce gli eviterà l'aggravarsi di disturbi latenti.
Per l'AVIS la tutela della salute del donatore è fondamentale.
Tutti insieme possiamo farcela:
L'Italia importa gran parte degli emoderivati di cui ha bisogno, con una elevata spesa per il Servizio Sanitario Nazionale ed un maggior rischio di trasmissione di malattie, poiché il sangue da cui essi sono ottenuti non sempre proviene da donatori volontari, periodici ed attentamente controllati.
Dobbiamo quindi renderci progressivamente autosufficienti, per ridurre i costi ma soprattutto per una maggiore garanzia sulla origine e qualità del sangue.
Una via da percorrere in questa direzione c'è già: la donazione mirata. Essa consiste nel prelevare solo una parte del sangue (plasma, piastrine, ecc.,) e restituire il resto al donatore.
Queste tecniche indicate globalmente con il nome di "aferesi", dovranno trovare una applicazione sempre più estesa, proprio per favorire un uso più razionale del sangue.
Tutti possiamo donare?:
Per essere donatore di sangue occorre avere buona salute e almeno 18 anni, pesare almeno 50 Kg., e non avere sofferto di malattie importanti (ad esempio affezioni cardiovascolari, ulcera gastroduodenale); in ogni caso il colloquio con il medico ed appositi esami di laboratorio verificheranno l'idoneità alla donazione.
Tuttavia, in rapporto al rischio di trasmissione di gravi malattie infettive, vi sono delle condizioni che impongono l'autoesclusione dalla donazione.
Le donne in età fertile possono donare sangue al massimo due volte all'anno, non debbono farlo durante le mestruazioni o la gravidanza e per un anno dopo il parto.
Per legge il lavoratore dipendente ha diritto ad una giornata di riposo ed alla corresponsione della normale retribuzione, in concomitanza con la donazione.
Che cosa devo fare?

Rivolgiti alle sedi AVIS della tua Regione per avere informazioni sui servizi di raccolta sangue o trasfusionali operanti nella tua zona.
Non occorre prendere appuntamento, occorre invece essere a digiuno; ti verranno richieste alcune notizie sulla tua salute, seguirà la visita medica, il prelievo di sangue e le analisi approfondite per la verifica della idoneità a donare.
L'autoesclusione alla donazione:
Fermo restando l'aiuto del medico trasfusionista, vincolato dal segreto professionale, a chiarire e valutare le specifiche situazioni, è doveroso autoescludersi per chi abbia nella storia personale:
• assunzione di droghe
• rapporti sessuali con persone sconosciute negli ultimi sei mesi
• epatite o ittero
• malattie veneree
• positività per il test della sifilide (TPHA o VDRL)
• positività per il test AIDS (anti-HIV 1)
• positività per il test dell'epatite B (HBsAg)
• positività per il test dell'epatite C (anti-HCV)
• rapporti sessuali con persone nelle condizioni incluse nell'elenco
   
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