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Salendo da S. Lucia verso Uzzano, a circa metà strada si incontra una deviazione che conduce in località La Costa, situata su di un costone roccioso ad est del castello di Uzzano. Costa, il cui antico nome era Agosta, nel Medioevo fu sede di un castello fortificato, e raggiunge la dignità di comune rurale |
Oggi non vi sopravvive più alcun resto delle fortificazioni medioevali, anche se degli scavi ne hanno trovato tracce, e come unica testimonianza dell'antica dell'insediamento rimangono solo la chiesa parrocchiale, intitolata ai SS. Bartolomeo e Silvestro, il campanile adiacente, e la canonica. Scipione Ammirato ricorda Costa come un piccolo, ma una volta ben fortificato castello, che si resse in Comune. Nel suo recinto ebbe l'ospedale dedicato a S. Maria Maddalena e la chiesa in stile romanico, ricordata nel catalogo delle chiese lucchesi del 1260.
In effetti in quella data la chiesa è ricordata nel "Libellum extimi Lucanae Diocesis", ma sicuramente l'erezione dell'edificio sacro si deve far risalire al periodo tra il X e l' XI Sec, quando nella Valdinievole si consolidò definitivamente il potere del clero lucchese. Il Comune di Costa rimase così sotto l'influenza della Repubblica Lucchese, ed anche se ufficialmente questo durò sino alla pace di Venezia del 1339, in realtà già dal 1329 esso era entrato a far parte dei possessi del Comune di Firenze, che appunto in quell'anno lo aveva occupato. Ciò nonostante, la chiesa dei SS. Bartolomeo e Silvestro continuò a far parte della Diocesi di Lucca, benché, come abbiamo visto, ormai fosse in territorio fiorentino, ed è forse proprio questa la causa del notevole degrado di cui essa fu vittima in quegli anni. Finalmente, alla fine del XVIII secolo, la chiesa dei SS Bartolomeo e Silvestro venne elevata al rango di parrocchia dal Vescovo di Pescia. In quell'occasione fu ricostruita la canonica, restaurato il campanile, e rialzata la navata della chiesa stessa, che già da tempo erano le uniche costruzioni rimaste dell'antico fortilizio originario; così pure nessun resto sopravviveva ormai a ricordare l'esistenza dell'ospedaletto dedicato a S.Maria Maddalena. Per quanto riguarda l'aspetto attuale della chiesa, che con il restauro settecentesco venne rialzata di circa due metri e mezzo, la facciata presenta ancora l'elegante decorazione che ne sottolineava l'altezza originaria, mentre lateralmente, nelle sopraelevature sono state inserite le finestre che danno luce All'interno. L'edificio è costituito da una unica navata, con presbiterio,e, dietro l'altar maggiore, l'esedra per il clero ed il coro. La sacrestia è dalla parte posteriore, assieme al campanile, che ormai è in stato di grave degrado. All'interno la copertura della chiesa è a volta a botte nella navata, ed a cupola poligonale su archi nel presbiterio, mentre il tetto poggia sulle volte della navata e del presbiterio.
Il pavimento della chiesa, in precarie condizioni, è realizzato in quadrelli di laterizio nella navata, e con mattonelle di cemento nel presbiterio. La canonica, che invece è in condizioni migliori, è attualmente adibita ad uso abitativo privato.
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